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La versione di C.

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Cristiano De Andrè

La versione di C.

Cristiano De André come mai è accaduto, traduce i suoi silenzi più intimi compiendo un lungo viaggio a ritroso, dalle doglie di una madre su una slitta, in una Genova innevata, fino all’ansia di un sequestro, al germogliare dei colori isolani. Dal mare che ora dona un dentice sotto gli occhi increduli di un padre e ora alza l’onda e ingoia la serenità di una famiglia, alle fughe continue da un qualcosa che non arriva e se arrivasse non conoscerebbe il gesto della carezza. Da una Londra che punge e annienta e lega a un letto d’ospedale, all’innocenza della musica di un Conservatorio. Dalle tournée negli anni di piombo, all’emozione della propria voce che fa l’eco in platea. Dal perdonare al perdonarsi come atto estremo di sopravvivenza da confidare a un figlio. Questo non è un esercizio scritturale, questa è una vita seduta all’angolo di se stessa, che per non perdersi si racconta.